WEB RADIO ASSOCIAZIONE VITANOVA PUNTATA DI SABATO 30 MAGGIO 2020. Che cos’è un’emozione? e Ritratti d’autore, di Silvana Guida, Gherardo Mengoni e Giuseppe Giorgi

Che cos’è un’emozione?
30 anni
Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano.
Le parole accarezzano. 
Ritratti d’autore
La napoli di Eduardo – Gherardo Mengoni


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Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. 
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. 

Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: 
si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. 
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. 
Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. 
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.
Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole.

… le parole scorrono, fluide come il “prezioso liquido”. 
Scorrono interminabili, allagano il pavimento, 
salgono le ginocchia, arrivano alla vita, alle spalle , al collo. 
E’ il diluvio universale, un coro stonato che sgorga a milioni di bocche. 
La terra prosegue il suo cammino avvolta in un clamore di pazzi 
che gridano, che urlano, avvolta anche in un mormorio docile, sereno e conciliatore.

…  le parole hanno cessato di comunicare. 
Ogni parola è detta perché non se ne oda un'altra. 
La parola non risponde né domanda: accumula. 
La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. 
La parola è polvere negli occhi e occhi bucati. La parola non mostra. 
La parola dissimula.

Perché la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto. 
C’ è anche il silenzio. Il silenzio per definizione è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. 
Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare.
Cadono su di esso le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. 
Ma solo il grano dà il pane.

José Saramago, Di questo mondo e degli altri- Einaudi Editore  .  


La Napoli di Eduardo –  Riflessione a 120 anni dalla Nascita di un Genio

C’è, a mio parere, un forte indissolubile legame che unisce Eduardo ai suoi emuli migliori e che non si riconduce solo alla lingua napoletana pienamente assimilata ed alla gestualità misurata, che in Lui fu esemplare. Va ricondotta alla sua immersione fisica nella logica comprensione di una terra, di un luogo reale che, in una indissolubile unione, diventa luogo dell’anima tra ironia e malinconia. Questa terra è Napoli nella quale esplodono in permanenza vicende dolci e amare, antiche disarmonie sociali, contrasti perenni tra ricchezze e povertà, tra  bellezze uniche da un canto, miseria e disagio esistenziale dall’altro. Nel 1900 Eduardo nasce in una casa d’angolo tra  “il vico delle galline”, oggi Via Ascensione, e la Piazza Ascensione. Dalle finestre il bambino al quale il padre famoso aveva negato cognome e paternità, poteva osservare il viavai della vicina residenza dei Pignatelli Aragona Cortes dove don Diego e la moglie Rosina mostravano i segni di una vita principesca, sfarzosa, tra ricevimenti, camerieri in livrea e carrozze lucide e brillanti. Bastava, tuttavia, per il giovanissimo Eduardo scendere a piedi per la vecchia via S. Maria in Portico, tratto dell’antica rua puteolana,  per ritrovarsi subito in ombra  tra i bassi  e le botteghe dalle quali emanava la povertà e il tanfo della condizione misera.

Napoli di certo, ha molto amato questo suo figlio la cui arte poliedrica di attore, commediografo  e poeta ha raggiunto livelli di successo internazionale altissimi, con vere ovazioni di pubblico e di critica. Talvolta i napoletani, usando le stesse armi dell’ironia a lui cara, hanno stigmatizzato la sua scontrosità ed il suo eccessivo  rigore, anche in politica, come pure il nichilismo del suo famigerato “fuitevenne!”.

1980-2020: 40 anni amore, storie, passioni; Daniele Silvestri ‎– Il Latitante

Mi ricordi il mare
Non per gli ombrelloni
Per la fila in tangenziale
Il malfunzionamento del mio condizionatore
la discesa libera sui sassi senza aver le scarpe
per fare i fricchettoni
Questo è un po' il sapore
del tutto compreso
inclusa la consumazione
io l'ho già bevuta
eppure ho ancora troppa sete
soprattutto quando tu mi uccidi
ancora ancora

Il latitante è il sesto album in studio di Daniele Silvestri, pubblicato il 2 marzo 2007, a seguito della presentazione alla 57º edizione del Festival di Sanremo del brano La paranza (classificatosi quarto), primo estratto del disco

A chiudere “Ancora importante” con gli Inti Illimani dove si ricorda come la reciprocità e la solidarietà di un popolo siano il suo miglior tesoro e la ghost track finale.
Un disco, come sempre nel caso di Daniele Silvestri, che non si presta a facili omologazioni, va ascoltato nel suo insieme, senza saltare i capitoli, come si legge un libro. http://www.ilpopolodelblues.com/pdb/old/rev/aprile_2007/recensione/daniele-silvestri.html

Si trova nel fondo degli occhi
Di chi hai davanti
Mille discorsi teorici valgono meno
Di pochi secondi
Mille discorsi teorici valgono meno
Di pochi secondi
Ma sai che c'è
Che se ognuno ha il suo piccolo razzo
Io devo aver perso il contatto
E adesso perdonami se
Mi è rimasta soltanto
La parte peggiore di me

WebRadio Vitanova. Intervista a Michele Serio, Scrittore di E tu di che congiuntivo sei? a cura di PieroAntonio Toma

E tu di che congiuntivo sei? - Michele Serio - copertina
 MICHELE SERIO – E tu di che congiuntivo sei?
  • Editore:Cento Autori
  • Collana:L’arcobaleno
  • Anno edizione: 2020
  • In commercio dal: 27 febbraio 2020
  • Pagine: 276 p., Brossura
  • EAN: 9788868722203

Genny, giovane e imbranato nerd, viene trascinato suo malgrado, da una bellissima ragazza che nei suoi sogni ha le sembianze di sirena, in una lotta millenaria tra due fazioni contrapposte, rappresentate da una multinazionale e da una setta formata dai discendenti della nobiltà napoletana. Tra gag esilaranti e situazioni tragicomiche, Genny diventa la prima firma del giornale cittadino e, addirittura, candidato a sindaco della città. Riuscirà il nostro antieroe a ritornare alla sua vita da eterno bamboccione? Dopo aver salvato la sua fidanzata dalla mafia cinese (San Gennaro made in China, 2015) e dopo aver sventato un attentato di matrice islamica (Giù le mani dal Vesuvio, 2018), torna Genny Scognamiglio, giovane nerd sfigato, in una nuova esilarante avventura.

Un anno, una sorpresa .... ci scopriamo saggiamente indifesi.
Correre verso dove, correre verso cosa e poi…
perché e come.

Il buio, la paura, le sapientissime parole, i saggi qualificati silenzi.
Immagina,
signori in scena...

Applausi, a distanza,
... ancora più vicini, ricominciando insieme.

WEB RADIO ASSOCIAZIONE VITANOVA PUNTATA DI LUNEDI’ 25 MAGGIO 2020 NAVIGATTORI, SANTI (FORSE), POETI: PENSIERI DEDICATI, A CURA DI SILVANA GUIDA E GIUSEPPE GIORGI MARCATI A VISTA, CON SAPIENZA E RIGORE CULTURALE DA GHERARDO MENGONI.

1980-2020: 40 anni amore, storie, passioni.
Condividere le emozioni
#RicominciandoInsieme
ESTATE 2020.

Che cos'è un'emozione ?
Il ricordo di un gesto
il ricordo di una scelta
il ricordo di un sogno
il ricordo di un suono
il ricordo, a proposito mi sono ricordato di te....

LA MALIA DI SANT’ANGELO. SOGNO E BELLEZZA, NOSTALGIA E ILLUSIONE – GHERARDO MENGONI.

Ciò che avvicina spiritualmente ed unisce è il Mare, l’altro eterno interlocutore che bacia Sant’Angelo e le rive di terre sorelle, lontane, eppur vicine, per costumi, musica, tradizioni e senso arcaico della trascendenza. Sono i volti antichi di donne e di uomini che nelle loro rughe e nel colore della pelle riportano i segni di antichi scambi, di antichi apparentamenti, magari forzati. A loro, interlocutori diretti di queste pietre e di queste rocce, in ultima analisi, va la riconoscenza di tutti noi per aver non solo serbato ma lasciato quasi intatto nel tempo il patrimonio di bellezza di questo piccolo Paradiso.

Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende anche dal loro risveglio.

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.

“Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno
Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!”
“Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”
Vivi
Se l'alba ci conforta  di bagliori;
Se il sorgere del Sole  ci stupisce;
Se il sorriso di un bimbo  ci commuove;
Se un canto d'amore  ci emoziona;
Se il colore della pelle non ci ferma;
Se apprezziamo il lavoro degli onesti,  
Allora possiam dir che siamo vivi! 
( Gherardo Mengoni)

Web Radio Associazione Vitanova

  • Lunedì NAVIGATTORI, SANTI (FORSE), POETI: PENSIERI DEDICATI a cura di Silvana Guida
  • Martedì a cura di PieroAntonio Toma
  • Mercoledì NAPOLI IN LOVE 5 a cura di PieroAntonio Toma
  • Giovedì a cura di Donatella Schisa

WEB VIDEO ASSOCIAZIONE VITANOVA

Restauratio Neapolis 20/20. La Favola di Ercole.

“RESTAURATIO NEAPOLIS 20/20.
La Favola di Ercole e la Visione contro le Catastrofi”.

29 maggio 2020 ore 20,00
Maggio dei Monumenti – Giordano Bruno 20/20: la visione oltre le catastrofi
Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Una “fabula” fantastica.

Artisti, attori, scrittori, musicisti accompagnano il pubblico – sul web – in un breve percorso tra mito e arte, dalle origini astronomiche della città alla lettura attualizzata di opere artistiche napoletane, alla ricostruzione fantastica della regione Ercolense, di cui fa parte l’attuale Forcella, camminando nel solco del pensiero filosofico di Giordano Bruno, e i gemellaggi di rinascita promossi attraverso la “Meridiana dell’Incontro”.

Progetto ideato da Giuseppe Perna, Presidente dell’Associazione Annalisa Durante per la regia di Elviro Langella.

#MaggiodeiMonumenti2020
#InfinitiMondiInfinitiModi
#GiordanoBruno

BECKETT E IL SUO “FILM” – UN SILENZIO VISIVO di Alberto Castellano e Filomena Saggiomo.

È in tutte le librerie d’Italia e sui canali di distribuzione online il volume BECKETT E IL SUO “FILM” – UN SILENZIO VISIVO di Alberto Castellano e Filomena Saggiomo. Un saggio di circa 100 pagine pubblicato dalla napoletana Phoenix Publishing.

Nel 1964, a 68 anni, Buster Keaton interpretò “Film”, un cortometraggio senza dialoghi scritto da Samuel Beckett, il drammaturgo irlandese autore di “Aspettando Godot”. Anche se fu completato e presentato in anteprima al Festival di Venezia nel 1965, il film si rivelò diverso rispetto a ciò che Beckett, il produttore Barney Rosset, il regista Alan Schneider e il direttore della fotografia Boris Kaufman avevano pianificato. “Film”, poi, dopo molti anni ha avuto un completo restauro digitale in 4K ad opera dell’UCLA Film & Television Archive con la supervisione del regista e restauratore Ross Lipman. Nel 2013, durante il restauro, Lipman e la Milestone cominciarono a lavorare su Notfilm, un documentario lungometraggio che raccontasse la storia travagliata e incredibile che sta dietro la produzione della pellicola e ricostruisse la versione originale di Beckett, utilizzando una sorprendente collezione di ricordi e testimonianze.

Il libro di Alberto Castellano e di Filomena Saggiomo ricostruisce l’avventurosa realizzazione di Notfilm sull’altrettanto avventuroso film con Keaton. La prima parte è dedicata a un’analisi semiologica di “Film”, mentre la seconda documenta il complesso lavoro di restauro di Lipman con un’intervista a lui e comprende anche un saggio sul film. In appendice, Waiting for Silence e Not Sound, due testi del compositore Antonello Paliotti, ispirati dalla singolare congiunzione intellettuale tra Beckett e il musicista americano John Cage, con le relative partiture musicali. 

Alberto Castellano – Saggista e critico cinematografico, ha scritto per circa 20 anni per Il Mattino di Napoli e attualmente collabora con alias (supplemento settimanale de il manifesto). Autore di numerosi saggi e volumi dedicati a Franchi e Ingrassia, Douglas Sirk, Carlo Verdone, Clint Eastwood, Paul Schrader, alla comicità e al doppiaggio, è stato professore a contratto di Semiologia del Cinema all’Università di Fisciano-Salerno e ha fatto parte di giurie Fipresci (Federazione della Critica Internazionale) in numerosi festival.

Filomena Saggiomo – Laureata in lingue e letterature straniere all’Istituto Orientale di Napoli nel 1983, nel 1985 ha collaborato all’elaborazione del progetto Exodus, comunità itinerante per adolescenti tossicodipendenti ideato da Don Antonio Mazzi presso l’Istituto Don Calabria di Milano. È stata docente di Geografia Economica e di Inglese presso l’ITC F. Viganò di Merate (Lecco) e docente di Inglese e di Geografia turistica nei corsi diurni e serali dell’Istituto Alberghiero S.P. Malatesta di Rimini.

Dal 2014 riveste il ruolo di Dirigente scolastico del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti C.P.I.A. 1 di Rimini.

  • Phoenix Publishing
  • Via Raffaele Morghen, 41 80129 Napoli
  • www.phoenixproduzioni.com
  • Beckett e il suo Film – Un silenzio visivo
  • Alberto Castellano, Filomena Saggiomo
  • Collana: Partenope
  • Pagine: 92
  • Formato: 148×210
  • EAN: 978-88-944808-2-5
  • Uscita: maggio 2020

LINA SASTRI ‎– CONCERTO NAPOLETANO

Lina Sastri ‎– Concerto Napoletano – CD, Album – 2004

Canzone Appassiunata · Lina Sastri

I’Te Vurria Vasà · Lina Sastri

A Vucchella · Lina Sastri

Dotata di una sensuale fisicità, di una voce calda e roca, Lina Sastri è interprete carismatica e inconfondibile, un’artista completa in senso letterale. Questo cd propone gli intramontabili classici della canzone napoletana, cantati, come spiega la Sastri nelle note che accompagnano il cd, in maniera “nuda e cruda”, senza fronzoli o interpretazioni esotiche: in tal modo risaltano ancora di più i brani poetici che hanno fatto grande e immortale la canzone classica napoletana.

Al Gallo – P.t. Perdita di tempo

Ignazio Settesoldi è un imprenditore napoletano di successo che vive in Costa Brava con la famiglia e, a volte, torna in Italia. Quando lo fa, qualcuno muore! Perché Ignazio Settesoldi è anche Re Leone, uno spietato killer di camorra. Ingaggiato per l’ennesimo crimine, Ignazio si catapulta dalle spiagge della Catalogna alle falde del Vesuvio, ma questa volta deve lottare per difendere la propria vita e quella dei suoi cari: una lotta mortale, fatta di astuzie, ricatti e ambigue collusioni con la polizia. https://www.goodbook.it/scheda-libro/al-gallo/pt-perdita-di-tempo-9788832781540-3052893.html

Amazon.it: P.t. Perdita di tempo - Gallo, Al - Libri

TitoloP.t. Perdita di tempo
AutoreAl Gallo
ArgomentoNarrativa  Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
CollanaDieci
EditoreHomo Scrivens
Pagine240
Pubblicazione05/2020
ISBN9788832781540

Sono PieroAntonio Toma. In mancanza dei nostri incontri nella Libreria Vitanova, abbiamo deciso con Silvana Guida che i libri nuovi e usati regalati dagli Amici di Vitanova per essere donati a Enti benefici e Progetti culturali, vengano messi a disposizione dei clienti della libreria con un’offerta di 1 € che verseremo all’Associazione dei Ciechi.

Potete perciò continuare a recarVi in libreria dalle 11,00 alle 13,00 di ogni giorno sia per donare i libri, sia per acquistare quelli che sono donati che verranno poi imbustati per evitare contatti inopportuni e messi a Vostra disposizione.

EMILY BRONTË – CIME TEMPESTOSE

«Credo che in tutta l’Inghilterra non avrei mai potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine»
(Emily BrontëCime Tempestose)

Cime tempestose (titolo originale in ingleseWuthering Heights) è l’unico romanzo di Emily Brontë, scritto fra l’ottobre 1845 e il giugno 1846[1]. Pubblicato per la prima volta nel 1847, sotto lo pseudonimo di Ellis Bell; mentre una seconda edizione postuma fu curata da sua sorella Charlotte nel 1850[2].

Il titolo viene dal nome di una delle tre principali ambientazioni del libro (Wuthering HeightsGimmertonThrushcross Grange) il casale nella brughiera dello Yorkshire originariamente di proprietà degli Earnshaw, dove fu allevato Heathcliff e dove la storia si sviluppa.

Il romanzo di Emily Brontë narra la storia di Heathcliff, del suo amore per Catherine, e di come questa passione alla fine li distrugga entrambi: tema centrale del libro è difatti l’effetto distruttivo che il senso di gelosia e lo spirito di vendetta possono avere sugli individui. La storia è raccontata come una sorta di lungo racconto che Ellen Dean, o Nelly (la governante della famiglia) racconta al signor Lockwood, il nuovo affittuario di Thrushcross Grange; il finale è invece ambientato l’anno successivo alla partenza di Mr. Lockwood.

La passione che lega Catherine a Heathcliff, trovatello orgoglioso e ribelle, non le dà pace neppure dopo il matrimonio con il ricco Edgar Linton. Attorno a questo nucleo centrale si costruisce un romanzo d’amore che via via si rivela una tormentata vicenda di vendetta. Le brughiere selvagge e ventose dello Yorkshire sono l’indimenticabile sfondo di una storia in cui le suggestioni delle grandi tragedie shakespeariane si fondono con il clima romantico. Unico romanzo di Emily Brontë, per la finezza del disegno psicologico e per un senso di commossa interiorità Cime tempestose sembra precorrere alcune tra le più mature conquiste del romanzo inglese del primo Novecento.

Emily Brontë – CIME TEMPESTOSE
Cime tempestose
  • Heathcliff

All’inizio della storia è un trovatello portato a Wuthering Heights da Mr. Earnshaw. È vendicativo e passionale: ama follemente Catherine Earnshaw e vuole vendicarsi di tutti i soprusi del fratello Hindley. Dopo il matrimonio di Catherine con Edgar Linton riesce a distruggere la felicità della cognata, Isabella Linton, innamorata di lui, della figlia dell’amata sorella adottiva, Cathy, e del suo stesso figlio, Linton Heathcliff. Questa sua missione distruttiva, fervente durante la vita di Catherine, diventa ancor più veemente dopo la sua morte.

La sorella adottiva di Heathcliff. È uno spirito libero, una giovane passionale, capricciosa e infantile nei comportamenti. Considerando Heathcliff troppo degradato per sposarlo, malgrado continui ad amarlo, si unisce in matrimonio con Edgar Linton. Dopo il suo ritorno la sua psiche non regge allo stress della contesa tra Edgar ed Heathcliff. Si ammala e muore dando alla luce Cathy Linton.

  • Edgar Linton

Un amico d’infanzia di Catherine Earnshaw con cui ella si fidanza. È una persona gentile e calma, ma di indole abbastanza introversa. Ama profondamente Catherine ma non riesce a conciliare il suo amore per lei col suo odio verso Heathcliff. Dopo la morte di Catherine, riverserà il suo affetto sulla loro figlia, Cathy.

  • Isabella Linton

La sorella minore di Edgar, conquistata da Heathcliff. Commette un errore nel valutare la natura di quest’ultimo, nonostante gli avvertimenti di Catherine. Il suo amore si trasforma presto in odio ed ella fugge da Wuthering Heights dopo un litigio particolarmente violento. Darà alla luce Linton Heathcliff, figlio dell’odiato marito.

  • Hindley Earnshaw

Il fratello di Catherine, odia Heathcliff, che asservisce una volta diventato il padrone di Wuthering Heights. Dopo la morte della moglie Frances si dà all’alcool e al gioco d’azzardo. Quando Heathcliff ottiene la casa, compie la sua vendetta su Hindley lasciandolo nella miserabile condizione in cui si trova. Hindley muore sei mesi dopo la morte della sorella, lasciando il figlio Hareton tra le grinfie di Heathcliff.

  • Ellen (Nelly) Dean

La governante delle dimore di Thrushcross Grange e Cime Tempestose, e uno dei due narratori della vicenda. Cresciuta insieme a Hindley e accuditi fin da bambini Heathcliff e Catherine, segue quest’ultima a Thrushcross Grange crescendone anche la figlia Cathy. Poco prima della morte di Heathcliff fa ritorno a Wuthering Heights. Racconta a Mr Lockwood gran parte della vicenda.

  • Linton Heathcliff

Il figlio di Isabella e Heathcliff. Non somiglia affatto a suo padre nel fisico, ed è un ragazzo estremamente viziato ed indolente. È malaticcio e dopo la morte di sua madre viene affidato allo zio Edgar Linton, ma subito Heathcliff ne rivendica la tutela; egli lo odia e lo usa per le sue macchinazioni, sfruttando l’amore che prova nei confronti di Cathy e costringendolo a sposarla. Poco dopo il matrimonio, Linton muore.

  • Catherine (Cathy) Linton

La figlia di Catherine Earnshaw ed Edgar Linton. Ha ereditato il carattere libero della madre e la natura gentile di suo padre. Inoltre Nelly dice che la ragazza possiede i pregi fisici delle due famiglie da cui proviene. Heathcliff riesce a manipolarla e a farle sposare Linton. Reclusa poi a Wuthering Heights sviluppa un odio feroce per Heathcliff. I suoi rapporti con Hareton Earnshaw, dapprima tesi, vanno migliorando e progetta il suo matrimonio con lui.

  • Hareton Earnshaw

Il figlio di Hindley Earnshaw, che con l’arrivo di Heathcliff a Wuthering Heights viene abilmente messo contro suo padre. Non è affatto stupido né brutto, il che rende ancora più penosa la condizione di abbrutimento e schiavitù in cui lo tiene Heathcliff. Nonostante ciò, egli è molto devoto allo zio. S’innamora di Cathy, la quale in principio lo disprezza. Alla fine però Cathy inizia a ricambiare il suo amore e i due progettano di sposarsi.

  • Joseph

Il vecchio domestico di Wuthering Heights. È puritano, bisbetico e servile. Recita spesso la Bibbia. Nel libro originale parla con un forte accento dello Yorkshire, caratteristica persa nella traduzione italiana.

  • Mr. Lockwood

L’altro narratore della vicenda. Amante della tranquillità, prende in affitto Thrushcross Grange. Durante una visita a Wuthering Heights rimane colpito dalla “famiglia” e in seguito, durante una lunga malattia, si fa raccontare da Nelly Dean la storia di Wuthering Heights e degli abitanti di quella casa.

«…è uno strano libro. Ci sono segni di un grande potere di scrittura, ma nell’insieme è violento, confuso, incoerente e improbabile»
(Examiner gennaio 1848)
https://it.wikipedia.org/wiki/Cime_tempestose
Wuthering Heights - Film (1992) - MYmovies.it

Cime tempestose è un film del 1992 diretto da Peter Kosminsky, adattamento dell’omonimo romanzo di Emily Brontë.

LA MALIA DI SANT’ANGELO. SOGNO E BELLEZZA, NOSTALGIA E ILLUSIONE – GHERARDO MENGONI.

GHERARDO MENGONI – La malia di Sant’Angelo. Sogno e bellezza, nostalgia e illusione

La malia di Sant’Angelo non è definibile in breve né è facilmente percepibile se ci si limita ad una visione superficiale. Sant’Angelo è un’irresistibile attrazione dello spirito e un balsamo per gli occhi con quella sua morfologia dei luoghi così singolare e accogliente. Gherardo Mengoni ha per questo piccolo borgo ischitano, dove le auto non circolano e dove la gente ti sorride, una devozione quasi filiale. Ecco perché sul filo della memoria ha imbastito un racconto movimentato tra la visione attuale dei luoghi e delle figure che in essi si muovono e i ricordi di varie fasi di vita, in un alternarsi di accadimenti che spaziano senza un ordine preciso tra gli anni Quaranta del secolo scorso e questi primi sedici anni del nuovo secolo. Il lettore, ritrovando volti e figure caratteristiche come pure, acque, anfratti, rocce e angoli di panorama singolari, potrà trarre un sereno giudizio sul lavoro che non è altro che un omaggio alla vita, alla bellezza, all’amore, incastonati in quel luogo del tutto “speciale” che è Sant’Angelo d’Ischia.

  • Editore: Guida
  • Collana: Pagine d’autore
  • Anno edizione: 2018
  • In commercio dal: 22 gennaio 2018
  • Pagine: 153 p., Brossura
  • EAN: 9788868663124

L’Albero delle Idee (e della Conoscenza) Winter 2020

#IoPartecipo – Gherardo Mengoni – Ingegnere – Scrittore

#LAlberodelleIdee #edellaConoscenza

Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain) – Jean-Pierre Jeunet.

Il favoloso mondo di Amelie - Film (2001) - MYmovies.it

Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain) è un film del 2001 diretto da Jean-Pierre Jeunet.
Il film, con protagonisti Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz, venne distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 25 aprile 2001 e arrivò in quelle italiane il 25 gennaio dell’anno successivo.
A Parigi la giovane Amélie Poulain lavora come cameriera in un bar di Montmartre, il “Café des 2 Moulins”, e la sua vita trascorre serena tra alcune visite all’anziano padre vedovo e alcuni piacevoli passatempi (spezzare la crosta della crème brûlée col cucchiaino, far rimbalzare i sassi sul Canal Saint-Martin, immergere le dita nei legumi) che riempiono la sua quotidianità.
La sera in cui muore la principessa Diana, Amélie trova per caso una scatoletta dietro una piastrella di un muro del suo appartamento (avendo rotto la piastrella in quanto ci è caduto contro il tappo di un flacone). Aprendola, con grande stupore, vi trova al suo interno dei piccoli ricordi e giocattoli, e intuisce che molto probabilmente si tratta di una scatoletta nascosta decenni prima da un bambino che abitava nello stesso appartamento.
Amélie cerca di ottenere informazioni per scoprire a chi fosse appartenuta la scatola, e dopo lunghe ricerche riesce a ottenere il nome che le serve: Dominique Bretodeau. Amélie inizialmente comprende il nome in modo errato e rintraccia tutti gli abitanti di Parigi che si chiamano con tale nome; interviene in suo soccorso, a farle notare l’errore, “l’uomo di vetro”, un pittore vicino di casa di Amélie il cui vero nome è Raymond Dufayel, che deve il suo soprannome a una malattia congenita che fa sì che le sue ossa tendano a fratturarsi con una facilità anormale (probabilmente osteogenesi imperfetta oppure osteopetrosi); per questo motivo non esce quasi mai di casa (facendosi consegnare la spesa a domicilio) e nella sua dimora tutto è imbottito per evitare di sbatterci contro.
Amélie riesce a consegnare la scatoletta al suo originario proprietario senza farsi scoprire con uno stratagemma: nasconde la scatola in una cabina telefonica di una strada dove ha saputo che l’uomo ha l’abitudine di passare e lo attira facendo squillare il telefono. L’uomo ritrova i momenti della sua infanzia, ormai dimenticati da tempo, e rimane profondamente scosso. Entrando casualmente nello stesso bar frequentato da Amélie, le racconta cosa gli è accaduto, ignaro che sia lei l’artefice di ciò, aggiungendo che vorrebbe provare a ricucire i rapporti con la figlia, con cui non parla da anni, e il nipote, che non ha mai visto.

Nel film appare anche il quadro di Renoir La colazione dei canottieri


Amélie rimane talmente colpita dalla reazione di Bretodeau che decide, dopo una notte insonne, di dedicare il suo tempo a “rimettere a posto le cose” che non vanno nelle vite di chi le sta vicino: aiuta un uomo cieco ad attraversare la strada e poi lo accompagna per un tratto descrivendogli tutto ciò a cui passano vicino; con l’aiuto di un’amica hostess fa credere al padre, che dalla morte della moglie è sempre più chiuso in sé stesso, che il nano da giardino a cui l’uomo è molto affezionato stia girando il mondo in vacanza (viene in realtà portato in viaggio in vari luoghi dalla hostess); alla portinaia del suo palazzo, che ha perso il marito dopo una fuga romantica di lui con l’amante, fa pervenire una lettera – un collage creato utilizzando pezzi di lettere originali dell’uomo alla donna – che sembra andata perduta nel passato, dandole così l’illusione che, prima di morire, il marito abbia disperatamente cercato di mettersi in contatto con lei; organizza dei pesanti scherzi a un crudele fruttivendolo che tormenta e insulta continuamente il suo garzone, facendogli credere di essere impazzito; riesce a far innamorare una sua collega, rassegnata a una vita da single, di un geloso e ossessivo frequentatore del bar; diffonde in tutta la città le frasi dell’amico Hipolito, uno scrittore fallito anche lui cliente del “Café des 2 Moulins”, recitando suoi versi al controllore del treno o scrivendoli sui muri.