#aTuxTu, Confronto di Idee: Un ramoscello di ulivo…

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Confronto di Idee

Un’antichissima leggenda mediterranea narra che Atena e Poseidone un giorno si sfidarono per offrire il dono più bello al popolo, Zeus sarebbe stato il giudice della gara tra le due potenti divinità. Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie. Atena invece colpì la roccia con la sua lancia e fece nascere dalla terra un albero bellissimo, il primo albero di ulivo. La splendida pianta illuminava la notte, medicava le ferite e curava le malattie e inoltre offriva prezioso nutrimento, donando benessere e quindi pace a tutte le genti che lo avrebbero coltivato.

Zeus scelse questa, benedì le foglie argentee e disse: «Questa pianta proteggerà una nuova città che sarà chiamata Atene da te, figlia mia. Tu donasti agli uomini l’ulivo e con esso hai donato luce, alimento e un eterno simbolo di pace». Atena da quel giorno divenne la dea della città di Atene. Qualche tempo dopo uno dei figli di Poseidone cercò di sradicare l’albero di Atena, ma si ferì nel commettere l’atto sacrilego e morì. Gli ateniesi decisero così di far sorgere in quel punto l’Acropoli e far presidiare notte e giorno dai soldati la sacra pianta dell’ulivo.

Gli aspetti simbolici dell’ulivo in tutti i paesi del Mediterraneo, mutuati dai Romani in poi e presenti nelle tradizioni e nell’immaginario collettivo. L’ulivo è sacro e va rispettato: mai distruggere un albero di ulivo, mai versare l’olio perché porta male esattamente come qualche millennio fa. Il Cristianesimo accolse in toto il simbolismo dell’ulivo della pace: narra la leggenda che Noè dopo il diluvio universale fece uscire una colomba dall’arca e questa ritornò con un ramoscello di ulivo nel becco, segno che le acque si stavano ritirando e che la pace sarebbe tornata sulla terra.

L’ulivo è anche la pianta simbolo della domenica delle Palme che ricorda l’ingresso trionfale a Gerusalemme di Gesù, che fu accolto dalla folla festante che lo acclamava gridando Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore e agitando rami d’ulivo e di palma.
http://www.reportageonline.it/la-leggenda-dellulivo-il-sacro-albero-del-mediterraneo/

#BluParthenope
Mi crocifiggono e io devo essere la croce e i chiodi. 
Mi tendono il calice e io devo essere la cicuta. 
Mi ingannano e io devo essere la menzogna. 
Mi bruciano e io devo essere l’inferno. 
Devo lodare e ringraziare ogni istante del tempo. 
Il mio nutrimento sono tutte le cose. 
Il peso preciso dell’universo, l’umiliazione, il giubilo. 
Devo giustificare ciò che mi ferisce. 
Non importa la mia fortuna o la mia sventura. 
Sono il poeta. 
JORGE LUIS BORGES - IL COMPLICE
Ie Susan 16 anni in Uganda prigiuniera 'e guerra,
Ie 'o ribbelle c' 'o fucile puntato: "chisto è 'o bastone accide 'a chillo",
Ie piccirilli, piccirilli 'e faceve faticà còmme 'e ciucci,
Ie 'a Serva d' 'e poveri aunavo 'e malati 'nterra Calcutta.
Ie 'o Monaco Santo, mmiria e stimmate mièzo 'e mmane,
Ie accidevo e basta, frate, sòra, mamma e pate,
Ie Nanninella 'a funtanera 'a botta 'e sofferenze dint' 'a 'nu lettino,
Ie dint' 'a 'na vuttazzella c' 'u 'na mappatella dint' 'o dito.
Ie 'a nomme 'e Dio aggio sèmpe fatto 'a guerra santa,
Ie ll'armi chimiche, 'o petrolio e cummannave io 'o cummanno,
Ie 'na minoranza etnica ca era scumparì pure ll'ombra,
Ie 'nu palestinese ma chiù ca n'ommo...
...ero 'na bomba.
I' ero nun 'o saccio si n' è valùta 'a pena,
Ie nun saccio chi ero
Ma me chiammavano 'o Nazzareno.

#PerDireAmore

#RicominciareInsieme: L’ultima lacrima – Stefano Benni

Coincidenze è un cortometraggio del 2010 diretto da Gabriele Paoli, tratto dall’omonimo racconto di Stefano Benni contenuto nel libro L’ultima lacrima del 1994. È stato presentato fuori concorso al festival FilmMakers al chiostro di Pordenone Sopra un ponte un uomo e una donna si incontrano, si guardano, si parlano. Condividono alcune coincidenze, e le raccontano l’uno all’altro reciprocamente. Ogni particolare che uno espone è lo stesso che l’altro ha dentro di sé: un libro, uno stesso autore, l’imbarazzo, un lieve sorriso, il cuore che batte più in fretta, la sensazione di volare.https://it.wikipedia.org/

La sua fantasia è incredibilmente uguale alla mia! 
Nella mia, dopo quel suono un po’ melanconico, non so perché, 
io poso la testa sulla sua spalla.
– E io le accarezzo i capelli. Nel fare questo, mi cade l’ombrello. 
Mi chino a raccoglierlo, lei pure e…
– E trovandoci improvvisamente viso contro viso 
ci scambiamo un lungo bacio appassionato, 
e intanto passa un uomo in bicicletta e dice…
– … Beati voi, beati voi…

Tacquero. Gli occhi del signore brillavano, 
lo stesso fecero quelli della signorina. 
In lontananza, si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava.
Poi lui disse:
– Io credo, signorina, 
che una serie cosí impressionante di coincidenze non sia casuale.
– Non lo credo neanch’io, signore.
– Voglio dire, qua non si tratta di un particolare, 
ma di una lunghissima sequenza di particolari. 
La ragione può essere una sola.
– Certo, non possono essercene altre.
– La ragione è – disse l’uomo sospirando, – 
che ci sono nella vita sequenze bizzarre, 
misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, 
ma di cui purtroppo non possediamo la chiave.

L’ultima lacrima è una raccolta di racconti di Stefano Benni, pubblicata nel 1994 dalla casa editrice Feltrinelli.

Il libro contiene venti storie sulle stranezze, i vizi e le virtù della società di oggi in generale e di quella italiana in particolare. Tra i vari racconti, vi sono “Papà va in tv”, in cui l’esecuzione in diretta di un uomo viene vissuta dalla sua famiglia come un qualunque spettacolo televisivo, con tanto di talk show alla fine; “Fratello Bancomat”, in cui lo sportello automatico di una banca preleva soldi dai conti correnti dei clienti più ricchi e disonesti, aiutando i risparmiatori più bisognosi; in “Sniper” invece viene descritta una guerra civile tra le regioni del Sud e quelle del Nord Italia. I racconti più “seri” sono intervallati da storie brevi e più rilassate, quasi ad alleggerire l’atmosfera surreale del libro.

Recensione “L'ultima lacrima” – Stefano Benni
L’ultima lacrima
Autore: Stefano Benni
Genere: Raccolte di racconti
Categoria: Narrativa Italiana
Casa editrice: Feltrinelli
 Io posso imporre qualsiasi cosa a chiunque, mentre nessuno può imporre qualsiasi cosa a me. Questo significa essere grandi.  Pag. 91
 Dopo l'ultima lacrima la pista da ballo è vuota è il paradiso, senorita anche senza l'orchestra è la libertà, amica mia ( Tango Incansable)  Pag. 7

#aTuxTu
Confronto di Idee

IL CANTO” – TRATTO DALL’ALBUM “NEAPOLIS MANTRA” 1998

Mi chiamo…

#BluParthenope
Mi chiamo FRANZISKA madre AFRICA orizzonti in Occidente
Barconi, mare, paura, oggi, 7 anni e 11 mesi
studio per il domani a colori
Mi chiamo Franz, nome di famiglia, sentiero di vita come il nonno;
14 anni tirando calci ad un pallone, io domani devo essere un campione

Mi chiamo Laura, mamma come regalo di un amore a senso unico
Infermiera per scelta e necessità; 
il mio bimbo un giorno capirà, spero di poter dire questa “storia” a voce mia

Mi chiamo Pablito, cresciuto nell’opulenza del giorno speciale 
CAMPIONI DEL MONDO CAMPIONI DEL MONDO, CAMPIONI DEL MONDO
Ho costruito poco, il mio mondo è trasgredire, esagerare, sballare, 
scegliere al meglio di essere il campione di like

Mi chiamo Paola, ho una figlia che domani festeggia 18 anni;
Dallo scorso settembre 
a mettere da parte i soldi per una “festa” da ricordare.
"Studia piccola stella del futuro; lavorerai, farai carriera, 
ti innamorerai, potrai anche sbagliare," 
tutti sono bravi a criticare, scegli sempre,
AMA LA VITA, la tele dice troppo spesso: 
tutti al mare, senza problemi, 
oggi è difficile ricordare ciò che da bambina 
ascoltavo dai testimoni di un tempo “Lontano”, 
dal rumore di treni e di aerei che raccontavano il buio

Mi chiamo Lucia, sono una nonna; 
conobbi Benito, il nonno in un tempo senza colore;
il nome era un regalo della storia che cambia;
sono a casa da sola; 
vedo ragazzi che soffrono, amo la VITA e prego anche per Loro.
Siamo ”storie” ognuna un “colore”.

UN UNICO DIRE:  riprendiamo a capire cosa significa AMARE LA VITA
NESSUNA DISTRAZIONE, 
REGALIAMO UN DOMANI DAI COLORI MIGLIORI.
RESTIAMO A CASA